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Ecografia 3D e 4D – Un nuovo livello di dettaglio per la tua salute

Ecografia 3D e 4D – Un nuovo livello di dettaglio per la tua salute

Ecografia tridimensionale per diagnosi ginecologica e ostetrica

Ecografia 3D: cos'è

L’ecografia 3D è una tecnica diagnostica avanzata che utilizza ultrasuoni per creare immagini tridimensionali degli organi interni. A differenza della tradizionale ecografia bidimensionale, la 3D fornisce una rappresentazione più realistica e dettagliata, permettendo una visione volumetrica delle strutture anatomiche. Le immagini vengono generate da un sofisticato software che elabora i dati raccolti dalla sonda ecografica. Questo tipo di esame è particolarmente utile in ambito ginecologico e ostetrico, ma viene impiegato anche in altri campi della medicina.

Ecografia 4D: cos’è

L’ecografia 4D è una variante della 3D, con la differenza che mostra le immagini in tempo reale, come in un video. Questo permette di osservare i movimenti del feto mentre accadono, come sorrisi, sbadigli o movimenti delle mani.
Oltre ad avere un grande impatto emotivo per i genitori, può essere utile anche dal punto di vista medico per valutare la vitalità e il comportamento fetale.

Quando farla

L’ecografia 3D può essere eseguita, in base alle necessità cliniche.
In gravidanza, ad esempio, viene spesso consigliata tra la 24ª e la 32ª settimana, quando il feto ha già sviluppato i principali tratti somatici ma c’è ancora abbastanza liquido amniotico per ottenere immagini chiare.
In ostetricia, permette non solo di osservare i movimenti e i lineamenti del feto in modo più definito, ma anche di valutare meglio eventuali anomalie congenite. Il suo utilizzo migliora la precisione diagnostica, contribuendo a una gestione più consapevole della gravidanza e della salute riproduttiva.
In ambito ginecologico, invece, può essere utile in qualsiasi fase del ciclo per studiare con maggiore precisione la morfologia dell’utero e delle ovaie. L’ecografia 3D è uno strumento prezioso per individuare malformazioni uterine, polipi endometriali, fibromi e per monitorare patologie come l’endometriosi.

Ecografia 3D: è sicura?

Sì, l’ecografia 3D è considerata una tecnica sicura, al pari delle ecografie tradizionali. Utilizza onde sonore a bassa intensità, non invasive e prive di radiazioni ionizzanti. Tuttavia, come ogni esame medico, deve essere eseguita solo quando indicato, da personale qualificato, per garantire un utilizzo appropriato e mirato.

Applicazioni dell’ecografia 3D

Attualmente, l’ecografia tridimensionale viene utilizzata come strumento complementare all’ecografia bidimensionale, che resta la base della diagnosi fetale. Tuttavia, può rivelarsi utile in alcune situazioni specifiche, tra cui:

  • Visualizzazione di strutture complesse come il corpo calloso, il verme del cervelletto, le fontanelle e le suture craniche, difficili da esaminare con la 2D.
  • Diagnosi di malformazioni come la labiopalatoschisi (labbro leporino), che può essere spiegata più facilmente ai genitori grazie alla chiarezza delle immagini 3D.
  • Studio delle anomalie scheletriche, ad esempio nel caso di piede torto congenito o malformazioni costali.
  • Misurazione precisa dei volumi di organi e tessuti, con possibilità di stimare anche la vascolarizzazione – applicazioni attualmente più diffuse in ambito scientifico e sperimentale.

Inoltre, è possibile salvare i volumi acquisiti per analisi successive o inviarli a specialisti esterni per un secondo parere attraverso sistemi di telemedicina.

Il ruolo del 3D nel rapporto madre-feto

L’ecografia 3D può rafforzare il legame emotivo tra madre e bambino, noto come bonding prenatale. Diversi studi dimostrano che la possibilità di vedere in modo più realistico il volto del feto può influenzare positivamente lo stile di vita materno, promuovendo una maggiore attenzione alla salute (es. cessazione del fumo, alimentazione più curata, riduzione del consumo di alcol).

L’ecografia 3D nel nostro Centro

Presso il nostro Centro disponiamo di un ecografo con sonda volumetrica, utilizzato nei casi in cui si renda necessaria un’ecografia di secondo livello, soprattutto in gravidanze con fattori di rischio o sospette anomalie fetali. La metodica tridimensionale viene impiegata per integrare l’esame tradizionale, offrendo un supporto aggiuntivo alla diagnosi e una migliore comunicazione con la coppia.

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