Metodi contracettivi

Metodi contraccettivi: guida completa alla scelta sicura

Metodi contraccettivi: guida completa alla scelta sicura

Scegliere il contraccettivo giusto, oltre naturalmente ad evitare una gravidanza indesiderata, significa optare metodo che sia efficace, adatto allo stile di vita, ben tollerato e coerente con l’età, la salute generale e il tipo di relazione. 

Non esiste un metodo “migliore” in assoluto: esiste quello più adatto alla singola persona o coppia, dopo una valutazione informata. Un altro punto essenziale è questo: quasi tutti i metodi contraccettivi proteggono dalla gravidanza, ma non dalle infezioni sessualmente trasmissibili. Per la prevenzione di HIV e altre IST, il preservativo resta il riferimento, anche quando si usa già un altro contraccettivo.

Per questo motivo è utile conoscere le principali opzioni disponibili, capire come funzionano e valutare con il ginecologo quale possa essere la scelta più adatta.

 

Metodi contraccettivi: panoramica e classificazione

I metodi contraccettivi possono essere suddivisi in grandi categorie, ognuna con caratteristiche specifiche. I più utilizzati sono i metodi ormonali, come pillola, cerotto, anello vaginale e spirale ormonale; i metodi di barriera, come preservativo e diaframma; i metodi naturali, basati sull’osservazione del ciclo; e infine i metodi permanenti, destinati a chi non desidera più avere figli.

Questa classificazione è utile perché aiuta a orientarsi, ma da sola non basta. Quando si parla di contraccezione, infatti, uno degli aspetti più importanti è l’efficacia reale del metodo. Alcuni sistemi funzionano molto bene solo se usati in modo impeccabile, altri invece garantiscono una protezione elevata anche nella vita quotidiana, dove dimenticanze, errori o imprevisti sono sempre possibili.

Per valutare in modo corretto i diversi contraccettivi si utilizza spesso il cosiddetto Indice di Pearl, un parametro che consente di stimarne l’affidabilità nel tempo.

 

Indice di Pearl: come si misura l’efficacia

L’Indice di Pearl misura il numero di gravidanze che si verificano in 100 donne che utilizzano un determinato metodo contraccettivo per un anno. Più il valore è basso, maggiore è l’efficacia del metodo.

Si tratta di un riferimento utile, ma va interpretato con attenzione. Nella pratica clinica, infatti, è importante distinguere tra uso perfetto e uso tipico. L’uso perfetto indica un impiego sempre corretto e costante; l’uso tipico, invece, tiene conto della vita reale, delle dimenticanze e degli errori che possono capitare. Ed è proprio questa differenza a spiegare perché alcuni metodi, pur teoricamente validi, si rivelano meno affidabili nella quotidianità.

Un’altra distinzione fondamentale è quella tra metodi reversibili e permanenti. I primi permettono di cercare una gravidanza dopo la sospensione o la rimozione; i secondi, invece, sono pensati come soluzioni definitive.

 

Reversibili vs permanenti

La maggior parte dei contraccettivi oggi utilizzati rientra tra i metodi reversibili. È il caso della pillola, del preservativo, del cerotto, dell’anello vaginale, del diaframma e della spirale, sia ormonale sia al rame. Sono soluzioni che consentono di evitare una gravidanza finché lo si desidera, mantenendo però la possibilità di cambiare idea in futuro.

I metodi permanenti, come la sterilizzazione tubarica nella donna o la vasectomia nell’uomo, rappresentano invece una scelta definitiva o comunque pensata come tale. Per questo vengono presi in considerazione soprattutto da chi ha già completato il proprio progetto familiare.

Accanto ai metodi più strutturati, esistono poi comportamenti che molte coppie continuano a usare come forma di prevenzione, pur essendo decisamente poco affidabili. Il più noto è il coito interrotto.

 

Coito interrotto

È il metodo contraccettivo più antico e per molto tempo l’unico usato per cercare di evitare gravidanze indesiderate. In termini strettamente scientifici non fa parte dei cosiddetti “metodi naturali”: in realtà si tratta di un “non metodo”.

Consiste nell’interruzione del rapporto, non altrimenti protetto, con la rapida estrazione del pene dalla vagina, quando l’uomo si accorge che l’eiaculazione è vicina, al fine di non sversare sperma in vagina. Rappresenta il tentativo di evitare la gravidanza più pericoloso. Infatti oltre alla difficoltà di controllare il momento dell’eiaculazione, vi può essere in circa il 40% degli uomini una perdita di liquido seminale già in fase eccitatoria. Tale percentuale aumenta in caso di infiammazioni del tratto genitale maschile (prostatiti, infiammazione delle vescichette seminali, uretriti).

Ha un indice di fallimento (Indice di Pearl) molto elevato, compreso tra il 18 e il 27%.

Molte coppie preferiscono questo sistema all’uso del preservativo, affermando che quest’ultimo riduce la sensibilità, l’erotismo e la spontaneità del rapporto: tutto è vero fino a che non ci si trova ad affrontare una gravidanza indesiderata!

Ecco perché il coito interrotto dovrebbe essere usato solo dalle coppie che hanno comunque in programma una gravidanza.

Questo metodo va assolutamente evitato in giovane età, quando, oltre ad un elevato rischio di gravidanza, c’è anche la possibilità di contrarre malattie sessualmente trasmissibili per contatto diretto, vista la maggiore promiscuità.

Inoltre il coito interrotto nel lungo periodo può causare una congestione cronica della pelvi sia maschile (prostata) che femminile (utero, tube), può creare ansia crescente con eiaculazione precoce e riduzione della capacità di raggiungere l’orgasmo da parte della donna.

 

Contraccezione ormonale: pillola, cerotto, anello, spirale

I metodi ormonali sono tra i più utilizzati perché offrono un’elevata protezione contraccettiva e, in molti casi, anche benefici aggiuntivi come la regolarizzazione del ciclo, la riduzione del dolore mestruale e il controllo di flussi abbondanti.

Agiscono principalmente impedendo l’ovulazione oppure modificando l’ambiente dell’utero e del muco cervicale in modo da rendere più difficile l’incontro tra spermatozoo e ovocita. Rientrano in questa categoria la pillola anticoncezionale, il cerotto, l’anello vaginale e la spirale ormonale.

 

La pillola anticoncezionale: tipologie ed efficacia

La pillola è ancora oggi uno dei contraccettivi più conosciuti. Ne esistono diverse formulazioni: alcune associano estrogeni e progestinici, altre contengono solo progestinico. La scelta dipende dall’età, dalle abitudini, dalla presenza di eventuali controindicazioni e dalle esigenze specifiche della donna.

Quando viene assunta correttamente, la pillola è molto efficace. Il suo limite principale è legato proprio alla necessità di assunzione quotidiana: dimenticanze, ritardi o sospensioni improvvise possono ridurne l’affidabilità. 

Per questo è importante che venga prescritta e monitorata dal ginecologo, che potrà indicare la formulazione più adatta e spiegare con precisione come utilizzarla.

Cerotto contraccettivo e anello vaginale

Per chi desidera un metodo ormonale ma teme di dimenticare la pillola, esistono alternative molto pratiche come il cerotto contraccettivo e l’anello vaginale. Il primo si applica sulla pelle e si sostituisce periodicamente; il secondo si inserisce in vagina e rimane in sede per il tempo previsto.

Entrambi hanno un meccanismo d’azione simile a quello della pillola e rappresentano una scelta comoda per le donne che vogliono una gestione meno quotidiana della contraccezione. Anche in questo caso, però, è importante una valutazione medica preventiva, perché non tutte le donne possono usare contraccettivi ormonali combinati.

 

Spirale ormonale (IUD): vantaggi e durata

Tra i metodi più efficaci e pratici rientra la spirale ormonale, un piccolo dispositivo che viene inserito nell’utero dal ginecologo e che rilascia localmente un progestinico per un periodo prolungato.

Il suo punto di forza è la lunga durata, associata a un’elevata affidabilità e a una gestione molto semplice nel tempo. Una volta inserita, non richiede attenzione quotidiana e per molte donne comporta anche una riduzione del flusso mestruale e dei dolori legati alle mestruazioni. È quindi una soluzione particolarmente interessante per chi desidera una contraccezione sicura, reversibile e a lungo termine.

 

Metodi di barriera: preservativo e diaframma

Con il termine “contraccettivo di barriera” si indicano tutti quei dispositivi che creano azione contraccettiva attraverso il blocco meccanico degli spermatozoi. I metodi di barriera agiscono in modo diverso rispetto a quelli ormonali: non modificano il ciclo e non interferiscono con l’ovulazione, ma impediscono fisicamente agli spermatozoi di raggiungere la cervice uterina.

Sono opzioni molto utili in diversi contesti, soprattutto quando si desidera evitare l’uso di ormoni o quando è necessario proteggersi anche dalle infezioni sessualmente trasmissibili.

 

Il preservativo: protezione da gravidanza e IST

Il profilattico maschile, più noto con il termine di “preservativo”, consiste in una membrana di lattice tubulare, che ricorda la forma del pene, sul quale va “calzato” prima di iniziare la penetrazione in vagina (è fondamentale il “prima”, in quanto una certa percentuale di uomini può avere perdite di sperma, anche di quantità modeste, già in fase eccitatoria; inserire il preservativo tardivamente, solo prima dell’orgasmo, può quindi risultare inutile ai fini contraccettivi).

È necessario inoltre estrarre il pene subito dopo l’eiaculazione, stando attenti a portarsi dietro il profilattico; il rimanere in vagina del pene può rendere vano l’uso del preservativo, in quanto la fisiologica detumescenza del pene può comportare una non perfetta aderenza dello stesso (quando non vi sia la perdita stessa del profilattico in vagina) con fuoriuscita di liquido seminale.

Altro fattore di rischio (anche se oggi abbastanza raro) è la rottura del preservativo, dovuta in genere o ad una eccessiva manipolazione prima della penetrazione (occorre prestare attenzione ad anelli, unghie troppo lunghe, ecc.) o ad una penetrazione precipitosa, senza che vi sia un’adeguata lubrificazione vaginale.

Il profilattico ha un indice di fallimento (Indice di Pearl) del 2%, se correttamente usato.

Ha il vantaggio di agire come barriera contro la diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili, sia di quelle che interessano la cervice uterina (HIV-HPV-Mycoplasmi-Chlamydia), sia di quelle vaginali (gonococco, sifilide, ecc.). Dovrebbe quindi essere usato in via preferenziale (anche se si usano altri contraccettivi) nei rapporti occasionali e comunque in tutte le situazioni potenzialmente “a rischio”.

Oltre al problema dell’eventuale allergia al lattice (esistono oggi anche profilattici “latex free”), gli ostacoli maggiori all’impiego del preservativo sono di tipo psicologico: molte coppie non lo usano perché dà senso di “separazione”, anziché di unione, e inoltre temono che il piacere orgasmico diminuisca.

Esiste anche un preservativo femminile (una specie di cilindro di lattice con alle estremità – di cui una chiusa – due anelli di rinforzo), che viene posizionato in vagina prima del rapporto. 

 

Diaframma: come funziona

È stato largamente usato negli anni del “femminismo”, ma è passato poi in disuso, oltre che per i cambiamenti ideologici, anche per i dubbi sulla cancerogenicità dello spermicida allora impiegato (e che va comunque sempre associato all’uso del diaframma).

Si tratta di una coppetta disponibile in varie misure e costituita oggi da materiale siliconico ipoallergenico, riutilizzabile e sterilizzabile, che viene posta, dopo aver spalmato al suo interno una crema spermicida (oggi a base di acido lattico e quindi completamente innocua), sulla cervice uterina, avvolgendola ed impedendo quindi agli spermatozoi di penetrarla.

Prima di acquistare questo dispositivo è necessario conoscere la misura (ne esistono fino ad 8 diverse), onde stabilire quella più giusta da “calzare”: è quindi necessario rivolgersi a uno specialista.

Il diaframma è un metodo abbastanza sicuro (se associato allo spermicida), avendo un indice di fallimento (Indice di Pearl) del 6%.

Può essere usato da donne che non possono o non vogliono usare la pillola o altri metodi contraccettivi e dalle donne allergiche al lattice (preservativo).

È un contraccettivo più adatto alle coppie stabilizzate, piuttosto che alle donne giovani o giovanissime, visto che bisogna portarsi il tutto in borsetta e inserire il dispositivo subito prima del rapporto. Inoltre va mantenuto in vagina per 6-8 ore dopo la fine del rapporto, senza poterlo rimuovere e senza potersi lavare.

Come tutti i contraccettivi di barriera, riduce però la possibilità di contrarre malattie sessualmente trasmissibili (HIV-HPV-Chlamydia-Mycoplasmi).

 

Spirale al rame (IUD) e contraccezione non ormonale

Per chi cerca una soluzione molto efficace ma non vuole utilizzare ormoni, la spirale al rame rappresenta una delle opzioni migliori. Anche in questo caso si tratta di un dispositivo intrauterino inserito dal ginecologo, ma il suo effetto contraccettivo è legato alla presenza del rame, che ostacola la funzione degli spermatozoi e impedisce la fecondazione.

La spirale al rame è apprezzata proprio perché garantisce una contraccezione di lunga durata senza modificare l’assetto ormonale della donna. Può quindi essere indicata in chi desidera una protezione elevata e continuativa, evitando però pillole o altri sistemi ormonali.

 

Differenza tra spirale ormonale e spirale al rame

La differenza principale tra le due tipologie di spirale sta nel meccanismo d’azione e negli effetti sul ciclo. La spirale ormonale tende spesso a ridurre il flusso mestruale e il dolore, mentre quella al rame può talvolta aumentare l’intensità delle mestruazioni, soprattutto nei primi tempi.

La scelta tra le due dipende dalle caratteristiche individuali, dal tipo di ciclo, dall’eventuale presenza di mestruazioni abbondanti e dalla preferenza personale rispetto all’uso o meno di ormoni.

Inserimento e rimozione della spirale

Sia la spirale ormonale sia quella al rame devono essere inserite e rimosse da un medico. Prima del posizionamento è importante effettuare una visita ginecologica, utile per valutare eventuali controindicazioni e chiarire ogni dubbio su tempi, modalità e tollerabilità del dispositivo.

 

Metodi naturali e contraccezione d’emergenza

Accanto ai metodi più tradizionali, molte donne si interessano ai cosiddetti metodi naturali oppure desiderano sapere come comportarsi in caso di rapporto non protetto. Si tratta di due situazioni molto diverse, che vanno però entrambe affrontate con chiarezza.

Metodi naturali: efficacia limitata

I metodi naturali si basano sull’osservazione del ciclo mestruale e sull’individuazione dei giorni fertili attraverso segnali come la temperatura basale, il muco cervicale o il calendario. Possono sembrare una soluzione semplice e “non invasiva”, ma richiedono grande attenzione, regolarità del ciclo e una buona conoscenza del proprio corpo.

Il loro limite principale è proprio l’affidabilità, che nella vita reale è inferiore rispetto a quella dei metodi ormonali o intrauterini. Per questo non rappresentano in genere la prima scelta quando si desidera una protezione contraccettiva elevata.

Pillola del giorno dopo: quando e come usarla

La contraccezione d’emergenza non deve essere confusa con la contraccezione abituale. Si utilizza dopo un rapporto a rischio, per esempio in caso di preservativo rotto, mancata protezione o dimenticanza della pillola.

La cosiddetta pillola del giorno dopo va assunta il prima possibile, perché la tempestività è uno degli elementi che ne determinano l’efficacia. È importante però spiegare bene che si tratta di una soluzione occasionale, pensata per le emergenze, e non di un metodo da usare regolarmente. Proprio per questo, dopo il suo impiego, è consigliabile confrontarsi con il ginecologo per scegliere una strategia contraccettiva più stabile e sicura.

 

Come scegliere il metodo contraccettivo giusto

La scelta del contraccettivo ideale deve partire da una valutazione concreta della propria situazione. Contano l’età, la regolarità dei rapporti, la presenza o meno di un partner stabile, il desiderio di una gravidanza futura, eventuali patologie e anche il modo in cui ciascuna donna vive il proprio corpo e la propria sessualità.

Chi desidera la massima efficacia con il minimo impegno quotidiano tende spesso a orientarsi verso la spirale o altri metodi a lunga durata. Chi invece ha bisogno anche di protezione dalle infezioni sessualmente trasmissibili dovrebbe considerare il preservativo indispensabile. In altri casi può essere preferibile una soluzione ormonale ben tollerata, oppure un metodo non ormonale scelto con attenzione.

Non si tratta quindi solo di evitare una gravidanza, ma di trovare un equilibrio tra sicurezza, praticità e benessere personale.

Consultazione ginecologica per la scelta

Proprio perché ogni situazione è diversa, il supporto del ginecologo è fondamentale. Una consulenza specialistica consente di orientarsi tra le diverse possibilità, chiarire dubbi, valutare eventuali controindicazioni e scegliere il metodo più adatto in modo consapevole.

Ricevere informazioni corrette significa vivere la sessualità con maggiore serenità e ridurre il rischio di scelte improvvisate o poco efficaci.

Contraccettivi al Centro Medico Europa

Se desideri individuare il metodo contraccettivo più adatto, una visita ginecologica può aiutarti a fare chiarezza e a scegliere in modo sicuro. 

Presso il Centro Medico Europa è possibile ricevere una consulenza personalizzata per valutare le diverse opzioni contraccettive, tenendo conto della storia clinica, dello stile di vita e delle esigenze.

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