Melasma: cos’è, perché compare e come trattarlo in modo corretto.

Melasma: cos’è, perché compare e come trattarlo in modo corretto.

Guardarsi allo specchio e notare macchie scure sul viso può generare disagio, fastidio e, a volte, un po’ di preoccupazione.
Il melasma è una condizione cutanea molto comune, soprattutto nelle donne, e spesso compare in momenti delicati della vita come la gravidanza o in concomitanza con cambiamenti ormonali.

Anche se si tratta di un inestetismo benigno, il melasma non va sottovalutato: comprenderne l’origine, sapere come proteggerlo dal sole e affidarsi a uno specialista sono passaggi fondamentali per gestirlo nel modo corretto, senza false promesse né soluzioni improvvisate.

In questo articolo approfondiamo che cos’è il melasma, quali sono i fattori che lo favoriscono, quali trattamenti dermatologici possono aiutare e perché la prevenzione resta sempre il primo gesto di cura verso la salute della pelle.

Cos’è, esattamente, il melasma?

Il melasma (o cloasma) è un’alterazione della pigmentazione cutanea che si manifesta con chiazze brune o grigiastre dai contorni irregolari, localizzate soprattutto su fronte, zigomi e labbro superiore.

È una condizione strettamente legata agli equilibri ormonali e colpisce prevalentemente le donne. Può comparire, ad esempio, durante la gravidanza (la cosiddetta “maschera gravidica”), in seguito all’assunzione di contraccettivi orali o durante terapie ormonali.

È importante non confondere il melasma con la lentigo solare:

  • il melasma è una macchia diffusa, di origine prevalentemente ormonale;
  • la lentigo, invece, è una macchia più circoscritta, causata esclusivamente dal danno solare accumulato nel tempo.

Riconoscere correttamente la natura della macchia è il primo passo per impostare un trattamento adeguato e realistico.

Il fotoinvecchiamento

Il sole rappresenta il principale fattore responsabile dell’invecchiamento cutaneo precoce. Il cosiddetto fotoinvecchiamento è il risultato del danno strutturale causato dai raggi UV, che nel tempo alterano il collagene e rendono il colorito della pelle meno uniforme.

Le aree più vulnerabili sono quelle costantemente esposte, come viso, décolleté e dorso delle mani. In presenza di melasma, l’esposizione solare non protetta può peggiorare la situazione, stimolando ulteriormente la produzione di melanina.

Per questo motivo, la fotoprotezione quotidiana con SPF 50+ rappresenta la strategia preventiva più efficace. È importante ricordare che la protezione solare non è un prodotto stagionale: va applicata 365 giorni l’anno, perché i raggi UVA attraversano nuvole e vetri e continuano ad agire anche quando il sole non è visibile.

Integrare la protezione solare nella routine quotidiana è un gesto semplice, ma fondamentale, soprattutto per chi soffre di melasma

Trattamenti dermatologici per il melasma.

Per individuare il protocollo terapeutico più adatto, è fondamentale una valutazione specialistica. Il melasma, infatti, non è una condizione uguale per tutti e richiede un approccio personalizzato, basato sul tipo di pelle, sulla profondità della pigmentazione e sui fattori scatenanti.

Tra le principali opzioni dermatologiche per il trattamento del melasma troviamo:

  • Peeling chimici
    Favoriscono il turnover cellulare, aiutando a eliminare gli strati più superficiali della pelle ricchi di pigmento.
  • Luce Pulsata (IPL)
    Utilizza impulsi luminosi che agiscono sulla melanina ed è indicata soprattutto per macchie superficiali e aree estese.
  • Laser Q-Switched e Laser Frazionato
    Tecnologie di elezione nei casi di melasma più profondo o resistente, da utilizzare sempre sotto stretto controllo medico.
  • Creme depigmentanti
    Protocolli domiciliari a base di sostanze schiarenti come acido azelaico, acido glicolico o idrochinone, spesso utilizzati in associazione ai trattamenti ambulatoriali.

È importante sottolineare che il trattamento del melasma richiede tempo, costanza e continuità, e che i risultati migliori si ottengono combinando terapie mediche e una corretta fotoprotezione quotidiana.

Prevenzione e salute della pelle

La bellezza della pelle è strettamente legata alla sua salute. Anche se il melasma è un inestetismo benigno, è fondamentale non confonderlo con altre lesioni cutanee che potrebbero richiedere un approfondimento diagnostico.

L’autoesame periodico secondo la regola ABCDE rappresenta un primo strumento di attenzione verso la propria pelle, ma non può e non deve sostituire la valutazione specialistica.

La prevenzione oncologica dermatologica dovrebbe essere un appuntamento fisso annuale: un controllo regolare consente di monitorare l’evoluzione di ogni macchia nel tempo e di intervenire tempestivamente in caso di alterazioni sospette, garantendo una tutela completa della salute cutanea.

 

Prendersi cura della pelle significa, prima di tutto, prendersi cura della propria salute.

Le indicazioni della nostra specialista

Abbiamo approfondito il tema del melasma con la Dott.ssa Maria Efenesia Baffa, per fare chiarezza sui principali dubbi e sfatare alcuni falsi miti.

Dottoressa, perché il melasma è così difficile da trattare?
«Il melasma è una condizione cronica. A differenza della lentigo solare, che può essere eliminata in poche sedute di laser, il melasma ha un’eziopatogenesi più complessa, che comprende fattori ormonali, genetici ed ambientali. Questa complessità si traduce anche in una risposta più lenta e variabile ai trattamenti. Va inoltre considerato che la pelle conserva una sorta di memoria biologica e che la riesposizione non protetta ai raggi UV può favorire la recidiva. La chiave è la costanza.»

Quanto conta l’epidemiologia in questi casi?
«L’epidemiologia è molto rilevante. Il melasma presenta una prevalenza estremamente variabile, che può oscillare dall’1% fino anche al 50% in specifiche popolazioni, soprattutto in aree geografiche con elevata esposizione solare e nei soggetti con fototipo più scuro (III e IV). È ben noto un netto predominio del sesso femminile, con un rapporto femmine/maschi di circa 9:1. La popolazione maggiormente a rischio è quindi rappresentata dalle donne in età fertile, in particolare durante la gravidanza o in corso di utilizzo di contraccettivi orali. Tuttavia, il melasma viene osservato con crescente frequenza anche negli uomini, nei quali è spesso associato a un’esposizione solare non adeguatamente protetta.»

Si sente spesso dire che la protezione solare serva solo in estate. È vero?
«Assolutamente no. È uno degli errori più comuni. Nei pazienti con melasma è fortemente raccomandato l’uso quotidiano di una protezione solare alta anche durante i mesi invernali. I raggi UVA, presenti tutto l’anno, e la luce visibile ad alta energia, in particolare nei fototipi più scuri, possono stimolare l’attività melanocitaria. Per questo motivo, chi soffre di melasma dovrebbe considerare la protezione solare un’abitudine quotidiana imprescindibile.»

Quali sono i tempi realistici per vedere dei risultati?
«È importante essere onesti con i pazienti: i primi miglioramenti possono comparire già dopo 8–12 settimane, ma per ottenere un controllo più stabile e ridurre il rischio di recidiva è spesso necessario un percorso di alcuni mesi, indicativamente tra i 3 e i 6 mesi, associato a una fotoprotezione costante.»

 

Oltre all’estetica, c’è la salute. Come si distingue una macchia solare da un neo pericoloso?
«In ambulatorio insegniamo ai pazienti la regola ABCDE (Asimmetria, Bordi, Colore, Dimensioni, Evoluzione). Se una macchia cambia forma o colore, va analizzata tempestivamente. Al Centro Medico Europa raccomandiamo la mappatura dei nei una volta l’anno, un controllo che consente di analizzare ogni lesione e confrontarla nel tempo, con l’obiettivo di prevenire il melanoma.»

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