• SILVIA BETTI – Ritratto

    SILVIA BETTI – Ritratto

    Specializzazione

    Medico chirurgo specialista in dermatologia venerologia e medicina estetica

    Quando hai cominciato?  

    Mi sono specializzata in medicina estetica nel 2010, sono 7 anni che esercito la libera professione, ma ho cominciato a lavorare nel 2006 e ho continuato per tutto il periodo della specializzazione. Mi sono laureata con una tesi sulla laserterapia per cedimenti cutanei e trattamenti anti-age e pratico queste tecniche già da una decina d’anni.

    Quali sono i trattamenti più richiesti in questo ambito?

    Il mio ambito d’elezione resta la medicina estetica, con le principali applicazioni della laser terapia. Possiamo suddividere i trattamenti in due macro categorie: quelli mirati al ringiovanimento del viso, come le iniezioni di acido ialuronico, i filler, il botulino, ma anche le biostimolazioni a base di vitamine e il peeling chimico per eliminare macchie cutanee e altri inestetismi, e i trattamenti dedicati al body shaping. In questa seconda categoria rientrano una serie di interventi dedicati al corpo nel complesso, come le sessioni di intralipoterapia per sconfiggere adiposità localizzate o cellulite, la radiofrequenza contro i cedimenti cutanei, molto richiesta in questo periodo per prepararsi alla prova costume agendo su glutei, interno braccia, retro cosce o decolleté.

    Medicina estetica vs chirurgia estetica: chi la spunta?

    C’è una crescente richiesta di interventi mini invasivi, i cosiddetti trattamenti da pausa pranzo, che non necessitano lunghi periodi di recupero e possono essere fatti a livello ambulatoriale. Un esempio? I fili di biostimolazione/biotrazione. Si tratta di una tecnica innovativa molto richiesta ultimamente, che funziona come un lifting, grazie a dei microfili che vengono inseriti sotto pelle, ma si pratica senza anestesia o al massimo con una leggera anestesia locale. Un’alternativa alla chirurgia che si può fare anche d’estate e non crea nessuna difficoltà nel quotidiano.

    Che ruolo gioca il rapporto medico-paziente nel tuo lavoro?

    Secondo me è fondamentale: con i miei pazienti c’è quasi un rapporto di amicizia, mi chiamano per nome e ci diamo subito del tu. E’ nella mia indole naturale, ma aiuta molto a creare un rapporto di fiducia, grazie al quale i pazienti si lasciano consigliare e guidare. E si affezionano: ho clienti che tornano da tutta Italia e anche dall’estero. Anche perché chi si occupa di medicina estetica è anche un po’ un confidente e un po’ psicologo per i pazienti che segue e deve essere in grado di soddisfare le richieste, andando a fondo sulle ragioni da cui emergono.

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