• Poco sonno, siamo contemporanei

    Poco sonno, siamo contemporanei

    I disturbi del sonno colpiscono un numero crescente di persone. Stress, ritmi di vita che ci costringono a ridurre le ore dedicate al riposo, ma anche abitudini sbagliate ci privano della giusta dose di “ricarica”. Esponendoci a conseguenze da non sottovalutare in termini di salute

    Chi di noi non ha mai passato una notte in bianco? Ma se il problema diventa cronico, non dobbiamo sottovalutarlo. “Un numero sempre crescente di studi – dichiara Mario Bartelli, neurologo, responsabile dell’ambulatorio sui disturbi del sonno dell’Ospedale di Careggi – ha evidenziato lo stretto rapporto tra cattiva qualità o scarsa quantità di sonno e predisposizione graduale a una serie di patologie: respiratorie, cardiocircolatorie, endocrinologiche e non solo”. Poco o cattivo sonno sarebbero responsabili anche della tendenza al sovrappeso. “Un problema dell’uomo contemporaneo”, lo definisce il dott. Bartelli. “Oggi molte persone si sottopongono a ritmi non naturali e per molti aspetti insostenibili”. Solo negli ultimi 30 anni, la durata media del sonno dell’adulto si è ridotta di circa 2 ore, passando da 8 a 6 ore per notte di media. “E l’insonnia rappresenta per un numero crescente di soggetti un problema che coinvolge tutti gli aspetti della vita quotidiana, dal lavoro alle relazioni interpersonali”, aggiunge il neurologo.

    Una strada senza ritorno? “No, i disturbi del sonno non vanno subiti come qualcosa di ineluttabile – dichiara il dott. Bartelli – né sottovalutati. Un’attenta valutazione clinica, associata ad una diagnostica adeguata e un percorso terapeutico multidisciplinare, può portare a miglioramenti significativi”.

    Prima di tutto è necessario individuare le cause dei disturbi del sonno, anche grazie a strumenti appositi, come i nuovi polisonnigrafi portatili, che permettono di eseguire varie tipologie di esami anche a casa propria. In questo modo ad esempio è possibile individuare apnee ostruttive, sindrome delle gambe senza riposo e altre patologie responsabili di sonno frammentato.

    “Ma la terapia passa anche dalle abitudini di vita, come l’alimentazione, le routine quotidiane, l’ambiente in cui si riposa e il modo in cui ci si approccia al sonno”, aggiunge il dott. Bartelli. Serve, insomma, più consapevolezza. A partire dal riconoscere il problema.

     

    A cura del dott. Mario Bartelli, Neurologo

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