• HPV, non tutti i virus sono uguali

    HPV, non tutti i virus sono uguali

    Il Papilloma Virus Umano (HPV) è il primo virus in grado di sviluppare una lesione cancerosa per il quale è stato trovato un vaccino. Ma non tutti i virus sono uguali, anche quando parliamo di HPV. Cerchiamo allora di fare un po’ di chiarezza, per capire quando e se dobbiamo preoccuparci. Ne abbiamo parlato con il Dott. Riccardo Rossi, medico chirurgo specializzato in ostetricia e ginecologia ed esperto in oncologia ginecologica preventiva.

    Dott. Rossi, che cos’è l’HPV e quanti tipi ce ne sono?

    Il Papilloma Virus Umano (HPV) è un virus che determina un’infezione trasmissibile tra esseri umani tramite un contatto diretto cutaneo ma prevalentemente a livello genitale. I tipi di HPV oggi conosciuti sono più di 100.

    Sono tutti ugualmente pericolosi?

    No, gli oltre 100 tipi di HPV possono essere divisi in 5 gruppi relativamente al rischio di sviluppare una lesione cancerosa; il gruppo che comprende quelli cancerogeni per l’uomo è composto da 12 elementi. Altri 3 gruppi vedono la presenza di HPV che potrebbero essere cancerogeni, mentre nel quinto sono annoverati quelli non classificabili per il loro potere oncogeno (responsabili della condilomatosi).

    Quando dobbiamo preoccuparci?

    Il rischio di infettarsi con uno o più ceppi di HPV nel corso della vita è del 50-80% e alcune infezioni possono persistere nel tempo a livelli molto bassi. La maggioranza di esse regredisce entro due anni in circa il 90% dei soggetti, ma può anche essere riacquisito. Inoltre l’HPV può rimanere latente per anni prima di sviluppare la malattia, così che non è solitamente possibile determinare quando o da chi sia stata contratta l’infezione iniziale. Riassumendo: l’infezione da HPV è da considerasi endemica sia nella popolazione maschile (spesso portatrice sana) che femminile.

    Come si previene?

    Escludendo la condilomatosi (dovuta a ceppi a bassissimo o nullo potere oncogeno), la prevenzione del cancro della cervice uterina si effettua con il PAP-TEST e l’HPV TEST. Il primo è un esame citologico consigliato a donne dai 25 ai 65 anni di età con cadenza (se negativo) triennale; l’HPV TEST (di recente introduzione) può sostituire il PAP-TEST a partire dall’età di 30-34 anni con la cadenza (se negativo) quinquennale. Fondamentale è l’adesione alla campagna di vaccinazione per l’HPV (gratuita su giovani di 11-12 anni) fino anche all’età di 45 anni: è entrato di recente in commercio un vaccino nonavalente che comprende, oltre ai tipi di HPV responsabili della innocua ma fastidiosissima condilomatosi, anche la maggior parte di quelli più frequentemente in causa per il rischio di carcinoma.

    E se il test è positivo?

    In caso di positività dei due test, l’esame di secondo livello è la COLPOSCOPIA, eseguita ambulatorialmente e assolutamente indolore, che consiste nell’evidenziare la vagina e il collo uterino con una potente fonte di luce e effettuare, eventualmente, biopsie per l’esatta diagnosi di possibili formazioni pre cancerose. Nel caso in cui fossero presenti si può procedere in due distinti modi: se di basso grado si eseguono controlli con cadenza regolare nel tempo; se risultano di grado elevato, sono sufficienti piccoli interventi ambulatoriali in anestesia locale per asportare il materiale a rischio di progressione verso la forma invasiva. Si tratta di una progressione molto lenta, è bene sottolinearlo, che può svilupparsi nell’arco di anni.

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