• Contro i pidocchi

    Contro i pidocchi

    La pediculosi (infestazione da pidocchi) si è molto diffusa in questi anni non per colpa di una scarsa igiene personale, ma per l’intensificarsi delle occasioni comunitarie dei bambini, per l’inquinamento ambientale e la resistenza agli antiparassitari.

    Ci sono tre tipi di infestazione: capo, pube, corpo. Quella che colpisce i bambini è prevalentemente la pediculosi del capo.

    Il pidocchio, di colore grigio-marrone, è lungo circa 2/4 millimetri. Le uova vengono sempre deposte in prossimità della radice del capello, ben attaccate per mezzo di una secrezione collosa. Il parassita per la sua sopravvivenza dipende dal sangue dell’ospitante: ha bisogno di alimentarsi, pungendo la cute, circa 5 volte nelle ventiquattrore. Le prime punture non si avvertono perché la saliva è dotata di proprietà anestetiche. È solo dopo diversi giorni che il ripetersi delle punture dà luogo ad un intenso prurito locale. 

    La diffusione della pediculosi da un bambino all’altro si verifica soprattutto per contatto diretto: testa a testa. Può verificarsi però anche tramite oggetti che fanno da veicolo: pettini, asciugamani, cuscini, biancheria da letto, berretti e sciarpe. Quando il bambino manifesta intenso prurito alla testa è indispensabile un’attenta ispezione del cuoio capelluto. Ma è necessario farlo comunque anche quando un familiare o un compagno di classe risulti infestato dai pidocchi. 

    È compito dei genitori contribuire al contenimento della diffusione di questi parassiti individuandoli per tempo. È sufficiente inserire fra le normali pratiche di igiene quotidiana dei figli un regolare e attento controllo dei capelli. È poco probabile riuscire a evidenziare uno o più pidocchi adulti all’ispezione; più probabile accorgersi invece della presenza delle loro uova (Iendini), di solito depositate sulla nuca o dietro le orecchie. Le uova appaiono come corpuscoli biancastri che difficilmente possono essere fatti scorrere lungo il capello, al quale risultano saldamente adese (in questo si distinguono dai frammenti di forfora che sono invece facilmente rimovibili). Le uova vanno ricercate con cura e con molta pazienza, perché nella maggior parte dei casi il grado di infestazione è inizialmente basso (non più di una ventina di lendini). Nei bambini infestati è facile trovare eruzioni ed escoriazioni con croste a seguito del grattamento.

    In caso di infestazione non è sufficiente lavare i capelli con gli abituali prodotti per l’igiene personale: ciò produce solo pidocchi più puliti! Contrariamente a quanto si pensa, i capelli lunghi rendono meno agevole la trasmissione dei pidocchi, mentre i capelli molto corti la facilitano (essendo più breve il transito da una testa all’altra). Il reale vantaggio dei capelli corti è che è più facile ispezionarli. Il bambino che risulta infestato deve essere trattato con apposito prodotto antiparassitario (prescritto dal medico di fiducia). A seconda del tipo di prodotto usato può essere necessario ripetere il trattamento dopo 7/10 giorni, per distruggere le larve eventualmente sopravvissute. Perché il controllo del diffondersi della pediculosi sia efficace, è necessario anche controllare, ed eventualmente sottoporre a trattamento, i fratelli e gli adulti conviventi col bambino risultato infestato. Fra le pratiche di igiene e cura del corpo quotidiane risulta sempre molto utile il pettinarsi frequentemente e accuratamente. Per gli oggetti da toilette (spazzole, pettine, ecc.) si consiglia l’immersione per un’ora nei prodotti liquidi antiparassitari o il lavaggio energico con acqua calda (65°) per una decina di minuti. Per la biancheria è sufficiente il normale lavaggio con acqua calda o a secco. Eseguito il trattamento il bambino può continuare a frequentare la scuola, come del resto indicato dalle apposite disposizioni Ministeriali: “nessuna restrizione, purché il soggetto sia sottoposto ad adeguato trattamento di disinfestazione”.

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